Dalla difesa a tre a quella a quattro le differenze tattiche per Marco Perrotta sono minime così come la resa in campo del numero '3' biancorosso:

«La vittoria di Bisceglie ha sicuramente portato entusiasmo, ma sta a noi non abbassare il livello di attenzione anche perché domenica affronteremo una squadra agguerrita, su un campo molto difficile.

A Pagani ho già giocato, al mio anno nei pro e ringrazierò sempre la Paganese che mi ha dato questa opportunità. Ora, da avversario, mi farà piacere tornare su un campo che mi lega a bei ricordi, ma andremo lì con la fame e voglia di vincere.

Il mio ruolo? Anche quando giocavamo a tre, il Mister mi chiedeva di scivolare a sinistra con Costa che si alzava molto, quindi difendevamo sempre a quattro e le differenze sono davvero poche. Ora, anche tolto un quinto e inserito un giocatore più offensivo, i lavori tattici rimangono simili; mi sto trovando molto bene, il Mister lo conosco da tempo, mi aiuta sempre a migliorare».

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A Bisceglie mister Vivarini ha optato per la prima volta dal primo minuto per il 4-3-1-2 affidando al rientrante Raffaele Bianco le chiavi del centrocampo biancorosso:

«Se questa può essere considerata la strada giusta, solo il tempo potrà dircelo. Di certo è una soluzione diversa, una variante, che domenica ci ha permesso di esprimerci bene. Prima di essere perfetti ci sono ancora diversi particolari da limare, ma di certo la buona prova offerta non può che darci fiducia per le prossime partite. Siamo riusciti a tenere più il pallino del gioco; con le nostre qualità dobbiamo puntare ad essere padroni del campo il più a lungo possibile. In questo gruppo ogni elemento merita di giocare, sta al Mister fare le scelte in base ad avversario o momento.

Domenica andiamo a Pagani per la seconda trasferta di fila; non sarà una passeggiata, sappiamo che partita ci aspetta; noi dobbiamo andare avanti per la nostra strada, siamo intenzionati a proseguire il cammino positivo».

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La fascia da capitano, una vittoria importante e 100 presenze con la maglia del Bari. Valerio Di Cesare ha festeggiato questo importante traguardo nell'unico modo possibile: in campo, contro il Bisceglie, segnando anche la sua 10ima rete in biancorosso.

«È la squadra in cui ho fatto più presenze, quidi ci tengo particolarmente. Ho quasi 36 anni e un altro anno di contratto, ma per ora voglio fare bene quest'anno per provare a raggiungere il nostro obiettivo. Nella mia carriera ho cambiato molte squadre e molte città, ho bei ricordi in ognuna di esse; mi sono sempre trovato bene. In questi giorni ho ricevuto molti messaggi di auguri per questo traguardo, sono stati tutti molto belli soprattutto quelli dei miei compagni: siamo un bel gruppo».

Inevitabile il classico bilancio del "momento più bello e quello più brutto" in biancorosso: «Quello meno piacevole è facile: la partita contro il Novara nel mio primo anno a Bari. Avevamo fatto una grande stagione e io ero convinto che avremmo potuto raggiungere le Serie A, avevamo le carte in regola per farlo; purtroppo non è andata così. Il momento più bello spero debba ancora arrivare».

Ma lui, che un campionato di Serie C lo ha già vinto, cosa si aspetta da questa stagione? «Il mio obiettivo è il 26 aprile. Vincere quest’anno vorrebbe dire aver vinto una scommessa, perché per me - senza voler peccare di presunzione - venire in serie D all'inizio non è stato facile. Lo scorso anno non era semplice e si è visto, ma ho sempre detto che questa stagione sarebbe stata più dura. La Reggina sta facendo un grande campionato, noi però dobbiamo guardare a noi e continuare a seguire le indicazioni del mister perché sono convinto che ci porteranno lontano. Ora siamo passati alla difesa a 4, ma cambia poco rispetto a quella a 3 perché anche in quel caso il mister ci faceva difendere a quattro, quindi cambia poco. Con la Vibonese e con l'Avellino abbiamo sbagliato la fase difensiva, perché non abbiamo fatto le cose che ci ha chiesto il mister: se le facciamo possiamo sbagliare poco, dobbiamo ragionare sempre da squadra perché è normale che l'errore individuale possa capitare».

Fuori dal campo lo lega a Mirco Antenucci un rapporto di grande amicizia: «Lui e io dobbiamo fare molto di più, ma ci sono anche altri calciatori che hanno esperienza come Scavone e Frattali che possono dare una mano ai più giovani. Noi entriamo in campo per vincere ogni partita. Ora siamo in un buon momento, dobbiamo fare il massimo fino a gennaio e vincerle tutte e sei. Adesso dobbiamo pensare alla Paganese: troveremo una squadra diversa da quella incontrata in Coppa Italia, quello era calcio d'agosto».

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Gioia anche per Mirco Antenucci, autore di una doppietta (uno su rigore, l'altro su azione chiudendo un bel triangolo con Hamlili) nel primo tempo: «Fa piacere la doppietta, ma soprattutto i tre punti. La squadra è stata brava e concentrata su un brutto campo. Siamo stati presenti», commenta il numero 7 alla radio ufficiale.

Dopo la rete contro la Vibonese il bomber molisano trova continuità di goal su azione. Sono nove le marcature in campionato per l'ex Spal, che rivendica il suo lavoro fatto per la squadra: «Io ci sono sempre stato, chi si aspettava da me tre goal a partita si sbaglia a perché non li fa nemmeno Ronaldo - l'appunto che fa Antenucci. Io ho voglia di giocare e so quello che posso dare. A me basta fare goal, essere pericoloso e fare il lavoro insieme alla squadra, aiutare i compagni. Un attaccante non si giudica solo per i goal, il discorso è molto più ampio».

Antenucci si esprime anche sul nuovo modulo e sui due importanti recuperi a centrocampo. Pregevole l'assist di Hamlili in occasione della seconda marcatura: «Zaccaria è stato molto bravo nell'assist, siamo contenti che siano tornati lui e Bianco. Ora aspettiamo Scavone. Togliendo un difensore per un trequartista si aumenta la qualità della squadra ma bisogna stare ancora più attenti. Continuiamo così. Dopo uno 0-3 può sembrare tutto semplice ma non è così. Complimenti al mister per come l'ha preparata», conclude Antenucci

Riccardo Resta
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C'è aria di festa in casa Bari: i biancorossi spazzano via 0-3 il Bisceglie nel derby del Ventura e ritrovano una vittoria esterna che mancava da più di un mese. Decidono la doppietta di Antenucci e la rete di capitan Di Cesare, per suggellare un successo importante in termini soprattutto di morale e autostima. «Questa settimana abbiamo lavorato tanto e la squadra ha dato la risposta giusta - commenta nel post mister Vincenzo Vivarini parlando alla radio ufficiale della SSC Bari. Abbiamo trovato un'altra strada rispetto alla solita e abbiamo mostrato qualità tecniche importanti. Ci sono da affinare i particolari ma ho apprezzato molto la squadra quest'oggi».

La nuova strada a cui fa riferimento il tecnico è il 4-3-1-2, con Terrani alle spalle delle due punte Antenucci e Simeri. «Il 3-5-2 ci ha dato risultati giocando in un certo modo - prosegue Vivarini. Ora abbiamo ottenuto una vittoria anche col nuovo modulo che ha messo meglio in evidenza le qualità tecniche della squadra. Sono contento anche del buon aspetto psicologo che abbiamo fatto vedere, perché nel calcio nulla è facile. Dobbiamo apprezzare con entusiasmo una vittoria così perché nulla ci è dovuto. Sono soddisfatto della prova di Terrani. Nella prima mezz'ora siamo stati quasi perfetti con trame di gioco di qualità. Abbiamo lavorato molto sull'aspetto tattico, avevo curiosità sulla capacità di applicazione della squadra».

Riccardo Resta
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