M. Maita, CC (Catanzaro, definitivo)
K. Laribi, CC (Verona, prestito)
M. Ciofani, TD (Pescara, definitivo)
P. Pinto, DC (Fiorentina, prestito)
R. Costantino, P (Triestina, prestito)

R. Floriano, AS (svincolato)
T. Kupisz, AD (Trapani, prestito)
T. Awua, CC (Livorno, prestito)
F. Ferrari, P (Livorno, prestito)
G. Esposito, DC (Fermana, prestito)
S. Neglia, AD (Fermana, prestito)
B. CascioneTD (svincolato)


Nonostante siano passati tanti anni, Carlo Perrone resta uno tra i più amati calciatori biancorossi. L’ex centrocampista del Bari è intervenuto su Radio Biancorossa nel corso del programma ‘Tanto non capirai’.

Il calcio è fermo per l’emergenza Coronavirus e anche Perrone si è adeguato: “Sono a Padova e alleno un club di Eccellenza, ma ora è tutto fermo anche se qui in Veneto le cose stanno andando meglio. Bisogna provare a tornare a giocare mettendo tutti in sicurezza. In serie C avevano preso decisioni poco comprensibili, spero sia il campo a decretare le più meritevoli per il salto in serie B. Per quanto riguarda la proposta della Lega Pro sul merito sportivo, non si poteva mettere in pratica visto il numero diverso di partite giocate. Al massimo andavano presi in considerazione altri fattori come il blasone della piazza e la capacità economica del club.”

Ma che giocatore era Carlo Perrone? “Il mio era un calcio diverso – commenta Perrone – dove c’era la marcatura a uomo e si giocava in maniera molto più “maschia” e le qualità dei singoli venivano a galla. Ormai calciatori come me non ne fanno più: hanno buttato via lo stampino (ride). Ho avuto la fortuna d’essere allenato da un grande tecnico come Enrico Catuzzi, il più bravo che ho avuto nella mia carriera, anche più di Marcello Lippi.”

Esperienza a Bari con tanti bei ricordi: “Il mio Bari era una squadra fortissima con grandi qualità tecniche e giocatori di alto livello. Abbiamo fatto cose importanti in un calcio italiano che raccoglieva i migliori talenti mondiali. Purtroppo lo scarso feeling con il tecnico portò alla mia cessione. Fu una mia scelta quella d’andar via anche se in seguito ho avuto modo di chiarirmi col mister Salvemini: mi disse che la mia cessione fu inevitabile per permettere alla società di incassare qualcosa che potesse servire per rinforzare la squadra.”

Esattamente 30 anni fa il Bari conquistava la Mitropa Cup con un goal proprio del ‘partente’ Perrone: “Era l’ultima partita al ‘Della Vittoria’ e non avrei potuto salutare in maniera migliore i tifosi del Bari. E’ stata una favola che si è realizzata ma spero che presto un altro calciatore del Bari possa alzare un trofeo al cielo: la tifoseria e questa nuova società se lo meritano, stanno facendo un ottimo lavoro costruendo una grande squadra, la più forte dei tre gironi. Non c’è paragone con le altre contendenti: il Vicenza ne prenderebbe tre dalla squadra di Vivarini . I De Laurentiis non sono venuti in Puglia per fare un Napoli 2, mi fido molto di loro. “

Nicola Lucarelli
Radio Biancorossa

Il Presidente Luigi De Laurentiis dopo le decisioni assunte dal Consiglio Federale «La FIGC ha espresso la volontà di riavviare e completare i campionati, è normale che ci sia soddisfazione, ma questo è solo un primo step.

Bisognerà capire quali saranno i tempi e le modalità di ripresa, ma è innegabile che aprire al ritorno in campo va di concerto con la nostra volontà.

Vedremo nel dettaglio i protocolli per la ripresa per poterci così preparare al meglio. Abbiamo un obiettivo da centrare».

SScBari

Il Consiglio Federale ha deciso: si proverà a portare a termine i tornei calcistici, sia in Serie A che in B e in Lega Pro, secondo quanto anticipato da SKY e confermato dal nostro editorialista Nicolò Schira. Passa quindi la linea del presidente della FIGC Gravina, mentre viene respinta la proposta dell'Assemblea di Lega Pro di chiusura anticipata del torneo. Adesso però la palla dovrà inevitabilmente passare dal Governo e dalla riunione del 28 maggio tra il ministro Spadafora e i vertici della Federcalcio. Decisiva la curva dei contagi dei prossimi giorni.

TuttoC

E’ stato uno dei centrocampisti più forti che hanno vestito la maglia del Bari. Stiamo parlando di Daniel Andersson. Lo svedese è intervenuto nel corso del programma ‘Tanto non capirai’ in onda su Radio Biancorossa.

Andersson vive in Svezia e ha spiegato come sta vivendo nel suo paese l’emergenza Coronavirus: “E’ una situazione un pò strana, qui in Svezia il governo ha dato più libertà ai cittadini: non siamo obbligati a stare in casa, basta mantenere la distanza di sicurezza. Da 7 anni sono il ds del Malmö e anche in questo periodo mi sto occupando della mia squadra in attesa che riparta il campionato che dovrebbe riprendere il 16 giugno. La mission del nostro club è quella di vincere il campionato e valorizzare giovani calciatori. Abbiamo tanti giovani calciatori molto forti e tra questi segnalo Amel Mujanic, un classe 2001, capitano della nazionale under 19. “

Da direttore sportivo a direttore sportivo, da Daniel Andersson a Carlo Regalia: “Carlo era una grande, forse ho imparato un pò da lui, anche se all’epoca ero molto giovane. Lavorare in Italia? Certo che mi piacerebbe. Ho trascorso sei anni lì ed è un paese che mi è entrato nel cuore”

Tante le esperienze in Italia con le maglia di Bari, Chievo, Venezia, Palermo e Ancona: “A Bari mi sono espresso al meglio mentre negli altri club, tipo Chievo, ho fatto fatica a prendermi il posto da titolare. Ho affrontato tanti grandi campioni in quegli anni ma quello che mi impressionò maggiormente fu Zinedine Zidane”

“A Bari ho vissuto 3 anni splendidi – continua Andersson – abbiamo avuto delle squadre forti e si poteva raggiungere la qualificazione in Coppa Uefa, ma quella era un’altra serie A rispetto ad oggi con le famose 7 sorelle ed era difficile stare ai loro livelli. Nonostante tutto abbiamo ottenuto belle vittorie, una su tutte quella a San Siro contro l’Inter, ma ricordo con piacere anche la vittoria sempre contro i nerazzurri al San Nicola con i gol di Ennynaya e Cassano: fecero una partita incredibile. Sono andato via dopo la retrocessione in B dei biancorossi ma non sarebbe stato un problema giocare in serie B. A Bari mi sono trovato bene, il calore della gente non lo scorderò mai.”

L’ex capitano del Bari ha voluto ricordare anche l’ex compagno Phil Masinga: “Era un uomo di grande cuore, ha aiutato me e Osmanovski nell’inserimento nella squadra: un grande uomo e un grande giocatore.”

Nonostante gli impegni col Malmö , Daniel Andersson segue ancora i biancorossi: “Seguo il Bari molto da vicino e con molto interesse perchè i galletti sono sempre nel mio cuore. Spero che possano andare in serie B e poi in serie A. E’ una piazza molto importante che merita di giocare in grandi palcoscenici. Manco da tanto tempo da Bari: ogni anno penso di venire ma poi rimando: sarebbe bello tornarci. “

Nicola Lucarelli

Radio Biancorossa

Se si parla di portieri del Bari non si può non menzionare Alessandro Mannini, tra i migliori estremi difensori che hanno vestito la maglia biancorossa.

Mannini è intervenuto su Radio Biancorossa nel corso del programma “Tanto non capirai” per un piacevole revival ma anche per affrontare temi di strettissima attualità.

Impossibile non parlare della grave situazione che sta vivendo l’umanità a causa del Coronavirus: “Sono a Viareggio nella mia abitazione. La paura è ancora tanta e cerco di osservare le disposizioni governative. Diciamo che questa quarantena mi ha fatto riscoprire il piacere della lettura.”

Ma anche il calcio, di conseguenza, sta attraversando un periodo non semplice. Così Mannini: “La serie A ripartirà sicuramente: troppi interessi in ballo. Ho grosse perplessità sulle altre categorie, specie la serie C. I costi per sostenere le direttive del Governo sono troppo alti per i club di terza serie. Ci sono diverse soluzioni in ballo, ma difficilmente si metteranno tutti d’accordo. Credo che dei play off ristretti siano la soluzione più giusta”.

L’ex numero 1 del Bari ha parlato anche del suo presente: “Da 23 anni faccio l’allenatore dei portieri. Quest’anno ho iniziato una collaborazione con una società affiliata con il Milan, mi occupo di giovani. L’età si fa sentire e non riesco più ad allenare i “grandi” ma devo dire che è molto emozionante perchè vivo il vero spirito sportivo. Più difficile, invece, gestire le emozioni dei genitori”

Ma c’è un Sandro Mannini tra gli attuali portieri di serie A? “Difficile poterlo dire – afferma Mannini – i portieri d’oggi sono molto strutturati e hanno caratteristiche molto diverse dalle mie. Mi piacciono Musso e Meret”

Sandro Mannini viene spesso inserito nella “top 4” dei più forti portieri del Bari insieme a Mancini, Gillet e Fontana: “L’unico che conoscevo è il grande Franco Mancini che ho avuto il piacere d’allenare quando eravamo insieme nel Pisa. Era un orso ma allo stesso tempo una persona dolcissima. Mi emoziona ancora parlare di lui perchè è stato un ragazzo d’oro a cui ho voluto bene. Credo che sia stato lui il migliore dei quattro. Mi onora far parte di questa classifica, vuol dire che ho lasciato un bel ricordo”

98 presenze col Bari per uno dei portieri più amati dai tifosi biancorossi ma il divorzio dal club dei Matarrese non fu dei più semplici: “Sono andato via perchè la società voleva allestire una squadra ancora più competitiva e Salvemini non mi riteneva all’altezza, così virarono su Drago. Questo è il mio grande rammarico perchè non mi aspettavo un trattamento simile dopo due buoni campionati. Non mi andava di diventare la riserva di Drago. L’esperienza di Bari è stata comunque bellissima. Ricordo con piacere il gruppo dei calciatori baresi e Giovanni Loseto che mi faceva da Cicerone nelle stradine di Bari Vecchia”

Ultima battuta sul campionato del Bari di Vivarini: “Il Bari avrebbe potuto fare un campionato migliore. Con Vivarini la squadra ha cambiato passo ma pesano i punti persi ad inizio torneo. Mi dispiace per la tifoseria barese, la più calda e appassionata che abbia mai incontrato”

Nicola Lucarelli
Radio Biancorossa
https://www.radiobiancorossa.it/mannini ... u-mancini/

Slider